Alarm.com Holdings, Inc. (ALRM)
POSITIVEFondamentale
74
Prezzo
$56.97
Capitalizzazione
$2.84B
Parte 1 · Quanto vale l'azienda
Panoramica
Alarm.com Holdings è una società di software con sede in Virginia che gestisce una piattaforma cloud per quelle che chiama 'proprietà connesse in modo intelligente'. Il suo software permette di proteggere, sorvegliare e automatizzare una casa o un'attività da un'app: allarmi interattivi, telecamere con analisi video, controllo degli accessi, gestione dell'energia e dell'acqua, rilevamento di colpi d'arma da fuoco e sicurezza personale. Alarm.com non vende direttamente al proprietario di casa: a vendere, installare e assistere sono installatori indipendenti e autorizzati — i 'service provider partner' — che tengono il rapporto con il cliente finale, mentre Alarm.com fornisce la piattaforma, le app e buona parte dell'hardware. Nel 2025 le sue piattaforme hanno elaborato oltre 365 miliardi di dati generati da più di 170 milioni di dispositivi connessi, e quasi tutti i ricavi arrivano dal Nord America. Nell'esercizio 2025 i ricavi totali sono stati 1,0112 miliardi di dollari e l'utile netto attribuibile agli azionisti ordinari 132,6 milioni.
Come guadagna
Due flussi. Il primo, il più grande, è il ricavo SaaS e da licenze: i partner installatori rivendono i servizi Alarm.com ai propri clienti e pagano ad Alarm.com un canone mensile per abbonato. I contratti con i partner durano di norma un anno con rinnovi annuali, mentre i partner riferiscono che i loro contratti con i proprietari degli immobili durano tipicamente dai tre ai cinque anni: il canone mensile tende quindi a ripetersi per anni. In questa voce rientrano anche i canoni della 'Software platform' non ospitata, che il provider fa girare nel proprio centro operativo, e le licenze di proprietà intellettuale concesse a terzi su base per cliente. Il SaaS e le licenze hanno pesato per il 68% dei ricavi nel 2025 (67% nel 2024, 65% nel 2023), di cui il 2% è ricavo da licenze software. Il secondo flusso è hardware e altro: telecamere e videoregistratori, moduli radio cellulari, termostati intelligenti, sensori d'immagine, sensori per il rilevamento di spari e altre periferiche, venduti soprattutto agli stessi partner e ai distributori, oltre alle licenze perpetue del software di videosorveglianza per il mercato commerciale e alle licenze della soluzione di rilevamento spari. L'hardware e altro ha pesato per il 32% dei ricavi nel 2025 (33% nel 2024, 35% nel 2023), una quota che secondo la società è destinata a oscillare. La base ricorrente è appiccicosa: il tasso di rinnovo dei ricavi SaaS e da licenze è stato del 95% nel 2025, 95% nel 2024 e 94% nel 2023.
Ricavi per segmento
Il cuore dell'azienda: la piattaforma cloud e le licenze e i servizi della Software platform non ospitata per le proprietà connesse, venduti tramite la rete di partner installatori a proprietari di case e di attività commerciali, insieme all'hardware che abilita quei servizi. Nell'esercizio 2025 il segmento ha generato 919,7 milioni di dollari di ricavi prima delle elisioni infrasettoriali, di cui 605,3 milioni di SaaS e licenze e 314,4 milioni di hardware e altro, con un utile operativo di 141,7 milioni.
Le controllate consolidate che presidiano i mercati adiacenti: soluzioni di automazione residenziale e commerciale e prodotti e servizi per la gestione dell'energia. La società descrive queste attività come ancora in fase di investimento, con costi operativi elevati rispetto ai ricavi. Nell'esercizio 2025 il segmento ha generato 95,7 milioni di dollari di ricavi prima delle elisioni infrasettoriali e una perdita operativa di 8,2 milioni, passando da 237 a 290 dipendenti nel corso dell'anno.
Vantaggio competitivo
Costi di cambiamento · StrettoLa fonte di durata più solida è quanto la piattaforma sia incastonata nel lavoro quotidiano degli installatori che la vendono. Un partner non si limita a rivendere Alarm.com: usa i suoi strumenti per attivare e gestire gli account dei clienti, ordinare le apparecchiature, consultare le fatture e leggere gli indicatori della propria attività, e forma i tecnici attraverso i programmi di Alarm.com. Spostare un parco abbonati su una piattaforma rivale significherebbe riequipaggiare gli immobili già installati e riaddestrare il personale: per questo il tasso di rinnovo dei ricavi SaaS e da licenze è rimasto al 95% nel 2025. Due cose lo tengono stretto e non ampio. Primo, i contratti con i partner durano solo un anno con rinnovi annuali e in alcuni casi il partner può recedere con 30 giorni di preavviso scritto: il costo di cambiare è pratico, non contrattuale. Secondo, la concorrenza include grandi società tecnologiche, operatori broadband e società di vigilanza con risorse molto superiori, e il mercato degli installatori è frammentato, quindi nessun rapporto è garantito. Al 31 dicembre 2025 Alarm.com dichiara inoltre centinaia di brevetti concessi e 141 domande di brevetto di utilità pendenti negli Stati Uniti: un supporto al fossato, non il fossato in sé.
Cosa muove la domanda
Moderatamente ciclicoL'azienda è fatta di due metà che nel ciclo si comportano in modo diverso. La metà ricorrente — il 68% dei ricavi 2025 — è il canone mensile per abbonato, protetto dai contratti di tre-cinque anni fra installatori e proprietari e da un tasso di rinnovo del 95%: una volta che l'immobile è attrezzato, il canone tende ad arrivare comunque, e un impianto d'allarme monitorato somiglia più a un bene di prima necessità che a un acquisto voluttuario. L'altra metà — il 32% di hardware e altro — è legata alle nuove installazioni, e le nuove installazioni seguono le costruzioni, le ristrutturazioni e gli investimenti delle imprese. È la stessa Alarm.com a dire che nelle fasi deboli il bacino di installatori può ridursi al calare di cantieri e ristrutturazioni, che la spesa discrezionale può contrarsi e che un rallentamento prolungato con una forte riduzione delle nuove costruzioni può abbassare le vendite. Sopra a tutto c'è una stagionalità che la società dichiara apertamente: le vendite si concentrano nel secondo e nel terzo trimestre, la stagione delle installazioni. Il risultato è un'attività più resistente di un puro venditore di hardware, ma non del tutto al riparo da una frenata del mercato immobiliare.
Rischi principali
- Pochi partner installatori portano gran parte dei ricavi, e ADT da sola supera il 15% — La società dichiara che i 10 maggiori partner o distributori hanno rappresentato il 45% dei ricavi nel 2025, il 46% nel 2024 e il 50% nel 2023, e che ADT ha rappresentato più del 15% ma non più del 20% dei ricavi in ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. Praticamente tutti i ricavi legati alla Software platform non ospitata arrivano dalla sola ADT. Alcuni contratti consentono al partner di recedere con 30 giorni di preavviso scritto. Alarm.com scrive di non poter garantire che ADT continui a usare la Software platform né che i ricavi da ADT tornino ai livelli storici, e che la perdita di uno o più partner chiave, o un calo delle vendite attraverso di loro, ridurrebbe i ricavi e potrebbe comprimere la redditività.
- La crescita dipende da installatori che Alarm.com non controlla, e il consumatore finale si vede appena — I nuovi abbonati li porta la rete di partner, non Alarm.com. Se quegli installatori non riescono ad acquisire nuovi clienti o a trattenere quelli che hanno, i risultati ne risentono. La società dichiara inoltre di avere una visibilità relativamente limitata sui consumatori che comprano le sue soluzioni e di doversi spesso affidare alle informazioni dei provider terzi per gestire l'attività; non controlla né influenza il modo in cui i partner fanno marketing. L'abbandono dipende da fattori fuori dal suo controllo — un abbonato che trasloca, una piccola impresa che chiude — e la società ammette di non poter prevedere con precisione l'andamento dei rinnovi.
- Mercati molto competitivi, con dentro grandi società tecnologiche — La società afferma che i mercati in cui opera sono molto competitivi e che molte aziende — grandi società tecnologiche, operatori broadband e di vigilanza, altri fornitori di servizi gestiti — stanno puntando attivamente su automazione domestica e aziendale, vigilanza, videosorveglianza e gestione dell'energia. I concorrenti possono avere marchi più noti, basi clienti più ampie e risorse finanziarie, tecniche, commerciali, di marketing e distributive nettamente superiori. Alarm.com trae inoltre vantaggio dall'integrazione con piattaforme di terzi: se quegli sviluppatori scegliessero di non collaborare o venissero acquisiti da concorrenti, la piattaforma integrata e i risultati potrebbero risentirne.
- Vende prodotti per la sicurezza delle persone: se falliscono, nasce una responsabilità — Alarm.com dichiara di vendere soluzioni di sicurezza e di protezione della vita, pensate per proteggere gli abbonati e i loro immobili, e che se queste soluzioni dovessero fallire per qualsiasi motivo la società potrebbe essere chiamata a risponderne, con danni al business, alla reputazione e ai risultati. Accanto a questo, indica come rischio il mancato mantenimento della sicurezza delle proprie reti informatiche — comprese le informazioni su partner, abbonati e dipendenti — che potrebbe esporla a responsabilità e danneggiarla.
- Condizioni macroeconomiche, mercato immobiliare e spesa discrezionale — La società afferma che inflazione, dazi nuovi o più alti, variazioni della crescita del PIL, oscillazioni dei mercati finanziari e del credito, costi dell'energia, tassi d'interesse e andamento dei mercati immobiliari e dei mutui possono ridurre la spesa discrezionale delle famiglie e gli investimenti delle imprese. Nelle fasi deboli il bacino di installatori disponibili può assottigliarsi con il calo delle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni, e può crescere la quota di partner che ricorrono alle procedure concorsuali. Un rallentamento prolungato e un calo significativo di nuove costruzioni e ristrutturazioni possono tradursi in minori vendite di piattaforme e soluzioni.
- Dipendenza dai fornitori, dazi e turbolenze geopolitiche — Alarm.com dichiara di dipendere dai propri fornitori e che la perdita di un fornitore chiave, o la sua incapacità di consegnare prodotti o componenti in tempo, in quantità sufficiente o a prezzi stabili, danneggerebbe in modo rilevante l'attività. Segnala separatamente le condizioni geopolitiche — dispute commerciali, dazi nuovi o più alti, sanzioni e restrizioni all'import/export — come fattore avverso per operatività e risultati, e osserva che, poiché le vendite si concentrano nel secondo e nel terzo trimestre, qualsiasi intoppo che colpisca fornitori di hardware, partner o abbonati in quei trimestri peserebbe di più sui conti dell'anno.
- Contenziosi sulla proprietà intellettuale e cause legali — Tra i rischi principali la società elenca le contestazioni di terzi che la accusano di violare la loro proprietà intellettuale, che la espongono a contenziosi costosi e lunghi o a licenze onerose in grado di danneggiare l'attività e i risultati, e il fatto di essere di volta in volta coinvolta in procedimenti legali il cui esito negativo potrebbe avere un effetto rilevante su attività, situazione finanziaria, flussi di cassa e risultati. Segnala anche il rischio opposto: non riuscire a proteggere la propria proprietà intellettuale.
Concentrazione dei clienti
I primi clienti valgono il 45% dei ricavi
I clienti di Alarm.com sono gli installatori, non le famiglie. I 10 maggiori partner o distributori hanno pesato per il 45% dei ricavi consolidati nel 2025, in calo dal 46% del 2024 e dal 50% del 2023. Un singolo partner del segmento Alarm.com — indicato nel bilancio come ADT LLC — ha rappresentato da solo più del 15% ma non più del 20% dei ricavi in ciascuno degli anni 2025, 2024 e 2023, e da ADT arrivano praticamente tutti i ricavi legati alla Software platform non ospitata. La società si aspetta di restare dipendente da un numero limitato di partner per una quota significativa dei ricavi nel prossimo futuro, e avverte che il peso dei singoli partner può crescere. Sul fronte dei crediti l'esposizione appare più leggera: nessun partner superava il 10% dei crediti commerciali al 31 dicembre 2025 e 2024. Come contesto di mercato, la società cita il rapporto Barnes Buchanan 2026 sul settore degli allarmi secondo cui i primi sei operatori rappresentavano circa il 37% dei ricavi ricorrenti mensili dell'intero settore nel 2024, e descrive la propria composizione di partner come specchio di quel settore frammentato.
Le ragioni di chi compra
Chi compra sostiene che il motore ricorrente sia tutto il punto: i ricavi SaaS e da licenze hanno raggiunto 689,4 milioni di dollari nel 2025, il 68% del totale, in crescita del 9% sul 2024 e con un tasso di rinnovo del 95% — gli abbonati restano per anni perché il contratto dell'installatore con il proprietario dura tre-cinque anni e la piattaforma è intrecciata al modo in cui quell'installatore lavora. Fanno notare che Alarm.com non paga per acquisire abbonati: a vendere e installare è una rete di professionisti indipendenti, un modello di acquisizione che la società definisce efficiente e scalabile e che le lascia spendere in tecnologia. Osservano che la redditività è migliorata mentre la crescita proseguiva — l'utile operativo è salito a 133,6 milioni nel 2025 dai 108,5 del 2024 e l'EBITDA rettificato non-GAAP a 206,0 milioni dai 176,2 — e che i 270,2 milioni di ricerca e sviluppo continuano ad allargare il perimetro dalla sicurezza residenziale al video commerciale, al controllo accessi, all'energia e al rilevamento di spari. Aggiungono che la concentrazione sui primi dieci partner è scesa dal 50% dei ricavi del 2023 al 45% del 2025, e che a gennaio 2026 la società ha rimborsato i 500,0 milioni delle obbligazioni convertibili 2026 con la sola liquidità, senza emettere azioni.
I timori di chi vende
Chi vende teme la dipendenza dalla forza vendita altrui. Un solo cliente, ADT, vale più del 15% ma non più del 20% dei ricavi in ciascuno degli ultimi tre anni e porta praticamente tutti i ricavi della Software platform non ospitata, mentre i dieci maggiori partner insieme fanno il 45%; l'accordo quadro con ADT si rinnova di anno in anno salvo disdetta, e Alarm.com scrive senza giri di parole di non poter garantire che ADT metta i nuovi clienti sulla sua piattaforma né che i ricavi da ADT tornino ai livelli storici — se ADT migrasse, resterebbe una royalty per abbonato più bassa. Temono il mix della crescita: i ricavi totali sono saliti dell'8% nel 2025, mentre l'hardware, un terzo del giro d'affari, è a margine basso, legato alle nuove installazioni ed esposto a dazi e intoppi dei fornitori, e la società stessa avverte che un mercato immobiliare debole assottiglia il bacino di installatori che porta nuovi abbonati. Temono la stretta competitiva di grandi società tecnologiche, operatori broadband e società di vigilanza con risorse molto superiori che puntano allo stesso mercato, e il rischio che gli sviluppatori delle piattaforme di terzi con cui Alarm.com si integra vengano comprati da quei concorrenti. Notano infine che il segmento Altro, la scommessa sui mercati adiacenti dell'automazione e dell'energia, è ancora descritto come in fase di investimento e nel 2025 ha perso 8,2 milioni a livello operativo, e che vendere prodotti per la sicurezza delle persone porta con sé responsabilità civili e rischio cyber che un multiplo da software di solito non sconta.
Generato il 23 agosto 2026 con claude-opus-5 — condiviso con tutti gli utenti
Concorrenti diretti
Con chi questa società si contende gli stessi clienti
Generato il 23 agosto 2026 con claude-opus-5 — condiviso con tutti gli utenti
Resideo propone centrali di allarme e la piattaforma interattiva Total Connect agli stessi installatori e rivenditori indipendenti attraverso cui Alarm.com arriva agli abbonati.
Napco vende hardware d'allarme abbinato a connettività cellulare e servizi in app a canone, contendendo ad Alarm.com lo stesso ricavo ricorrente mensile per immobile monitorato.
Con i marchi Alula e SecureNet, M2M Services offre una piattaforma white-label di sicurezza e automazione rivolta proprio agli installatori indipendenti nordamericani serviti da Alarm.com.
Verkada insidia il ramo commerciale di Alarm.com, vendendo in abbonamento videosorveglianza e controllo accessi gestiti in cloud a imprese e catene con più sedi.
SimpliSafe vende direttamente alle famiglie sistemi di sicurezza a installazione fai-da-te con monitoraggio, sottraendo l'abbonato residenziale che altrimenti firmerebbe con un installatore Alarm.com.
Arlo vende telecamere e videocitofoni connessi con piani a pagamento di video in cloud e monitoraggio, contendendo la stessa spesa ricorrente per la videosorveglianza domestica.
Stato Patrimoniale e Liquidità
Ricavi
$1.06B
Ultimi 12 mesi (al 30/06/2026)
Utile Netto
$117M
Ultimi 12 mesi (al 30/06/2026)
Free Cash Flow
$137M
Patrimonio Netto Totale
$848M
Passività Totali
$1.25B
Rapporto di Liquidità
4.96
Copertura Interessi
8.57
Debito/EBITDA
3.45
Utile per Azione
Ricavi e Utile Netto
Free Cash Flow
Scomposizione Ricavi
Prospetto storico
Margini nel tempo
Il debito nel tempo
Quanto pesa il debito
Griglia della crescita
Crescita — Ricavi
Stima del Fair Value
Fair Value
$60.32
Prezzo Attuale
$56.97
Margine di Sicurezza
+5.6%
Range Fair Value
$39.21 - $81.44
Metodi di Stima
Metriche di Valutazione
Rapporto P/E
25.48
ROE
15.5%
Rapporto P/B
3.27
P/FCF
15.06
Margine Lordo
65.8%
ROIC
7.2%
Radar Redditività
Creazione di Valore (Vantaggio Competitivo)
ROIC
7.2%
WACC
7.6%
ROIC − WACC
-0.4 pp
Il ROIC è in linea con il costo del capitale: l'azienda copre a malapena il costo del capitale.
Criteri di Analisi Fondamentale
Superati (21)
- EPS shows upward trend
- EPS CAGR 40.95%
- Price CAGR 7.53%
- ROIC 7.2%
- Gross Margin 65.8%
- P/FCF 15.06
- Debt/Equity ratio
- Operating Margin 12.8%
- Positive Free Cash Flow
- CapEx intensity
- Current Ratio
- Interest Coverage
- Debt/EBITDA
- Return on Tangible Assets
- ROE 13.9%
- Revenue Growth 5Y 10.3%
- Analyst Consensus 62% Buy
- Earnings Surprise avg 15.4%
- Earnings Quality (OCF/NI) 1.70
- Share Dilution 0.0%
- Piotroski F-Score 8/9
Non superati (6)
- P/B Ratio 3.27
- Low reliance on intangibles
- Price below Graham Number
- DCF valuation (Overvalued)
- PEG Ratio 2.85
- Net Margin Trend 11.1% vs 13.2%
Non disponibili (1)
- Dividend Payout NaN%
Piotroski F-Score
Salute finanziaria forte
Qualità degli Utili
Alta qualità: utili supportati da cash
Diluizione Azionaria
Riacquisto azioni. Favorevole agli azionisti
Governance
Team Dirigenziale
| Nome | Ruolo | Età |
|---|---|---|
| Mr. Stephen S. Trundle | CEO & Director | 56 |
| Mr. Kevin Bradley | Chief Financial Officer | 40 |
| Mr. Daniel Ramos J.D. | Corporate Secretary, Chief Legal & Compliance Officer and SVP of Corporate Operations | 56 |
| Mr. Jeffrey A. Bedell | Senior Advisor to the Chief Executive Officer | 56 |
| Mr. Daniel Kerzner | President of Platforms Business | 49 |
| Ms. Alison Slavin | Co-Founder & Senior VP of Creation Lab | 46 |
| Mr. Matthew Zartman | Vice President of Strategic Communications & Investor Relations | - |
| Mr. Donald Natale | Senior Vice President of Sales | - |
| Ms. Michelle Cipolla-Feinstein | Vice President of Human Resources | - |
| Mr. Jason DaCosta | Senior Vice President of Customer Operations | 44 |
Rischio Audit
4
Rischio CdA
3
Rischio Compensi
7
Rischio Diritti Azionisti
1
Parte 2 · Il prezzo e il momento d'ingresso
Questa parte non serve a capire se l'azienda vale: serve a scegliere quando comprarla, dopo che i fondamentali ti hanno convinto. Dentro: analisi tecnica, potenziale, drawdown storici, esposizione gamma.
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