Torna alla classifica

Alliance Resource Partners, L.P. (ARLP)

POSITIVE
EnergyThermal CoalUnited States

Fondamentale

85

Prezzo

$26.25

Capitalizzazione

$3.38B

Parte 1 · Quanto vale l'azienda

Panoramica

Alliance Resource Partners è una master limited partnership americana che estrae carbone e incassa royalty sui giacimenti che possiede. Il 10-K la descrive come il secondo produttore di carbone degli Stati Uniti orientali: al 31 dicembre 2025 gestiva sette complessi minerari sotterranei fra Illinois, Indiana, Kentucky, Maryland, Pennsylvania e West Virginia, più un terminal di carico sul fiume Ohio in Indiana, con una produzione 2025 di 33,2 milioni di tonnellate di carbone bituminoso (26,1 milioni dall'Illinois Basin, 7,1 dall'Appalachia). Il carbone va soprattutto alle utility elettriche americane e a clienti industriali, con una quota minore destinata all'export. Accanto alle miniere, la società possiede circa 70.000 net royalty acres di diritti minerari su petrolio e gas, concentrati nei bacini Permian, Anadarko e Williston, e possiede o affitta i giacimenti di carbone che le sue stesse miniere scavano: nel 2025 circa il 73% del carbone venduto veniva da terreni presi in affitto dalle sue società di royalty. Attività minori sono il Matrix Group (prodotti industriali e minerari), Bitiki (mining di bitcoin) e partecipazioni di minoranza come Infinitum e Gavin Generation.

Come guadagna

La maggior parte dei ricavi arriva dalla vendita di tonnellate di carbone. Nell'esercizio 2025 le vendite di carbone valevano 1.932,5 milioni di dollari su 2.194,8 milioni di ricavi totali; le royalty su petrolio e gas hanno aggiunto 137,8 milioni, i ricavi da trasporto (il rimborso del nolo che la società organizza per conto dei clienti) 36,6 milioni e gli altri ricavi 87,8 milioni. Il carbone si vende soprattutto con contratti pluriennali di fornitura: circa l'86,5% delle vendite 2025 era coperto da contratti a lungo termine con scadenze impegnate fra il 2026 e il 2030, e circa l'84,6% delle tonnellate era venduto con contratti di durata superiore all'anno. Molti di questi contratti contengono clausole di riapertura del prezzo o di indicizzazione: il contratto lungo fissa i volumi molto più del prezzo. L'export ha pesato circa l'8,6% delle tonnellate vendute nel 2025 e passa quasi tutto da broker. Il lato royalty funziona in modo diverso e non ha costi operativi: quando i terreni vengono affittati, ARLP incassa un bonus iniziale e una quota fissa della produzione o dei ricavi, senza sostenere i costi di perforazione, completamento e chiusura dei pozzi. Le royalty sul carbone sono incassate quasi solo dalle miniere del gruppo stesso, quindi sono infragruppo e spariscono nel consolidato.

Ricavi per segmento

Operazioni carbonifere Illinois Basin62.7%

I complessi minerari sotterranei Gibson, Warrior, River View e Hamilton fra Illinois, Indiana e Kentucky, che nel 2025 hanno prodotto 26,1 milioni di tonnellate. Vende carbone termico alle utility elettriche americane e a clienti industriali, con una quota destinata all'export. I ricavi verso terzi sono stati 1.376,2 milioni di dollari nell'esercizio 2025.

Operazioni carbonifere Appalachia27.6%

I complessi Mettiki, Tunnel Ridge e MC Mining fra Maryland, West Virginia, Pennsylvania e Kentucky, con 7,1 milioni di tonnellate prodotte nel 2025. Vende carbone sia termico sia metallurgico sul mercato interno e all'export, e nell'esercizio 2025 ha prodotto 604,7 milioni di dollari di ricavi verso terzi.

Royalty su petrolio e gas6.4%

Diritti minerari e di royalty su circa 70.000 net royalty acres nei bacini Permian, Anadarko e Williston, affittati a operatori terzi che perforano e producono. ARLP incassa i bonus di locazione e una quota della produzione senza sostenere i costi dei pozzi; i ricavi verso terzi sono stati 139,6 milioni di dollari nell'esercizio 2025.

Altro, corporate ed elisioni3.4%

La categoria residuale: marketing e amministrazione, i prodotti industriali e minerari del Matrix Group, l'attività di mining di bitcoin Bitiki, la captive assicurativa Wildcat e altre attività minori, oltre all'elisione delle royalty infragruppo sul carbone. I ricavi verso terzi sono stati 74,4 milioni di dollari nell'esercizio 2025.

Royalty sul carbone0%

I giacimenti e le risorse di carbone posseduti o affittati da Alliance Resource Properties e subaffittati alle miniere del gruppo. Nell'esercizio 2025 ha fatturato 80,5 milioni di dollari, tutti infragruppo, e zero a clienti esterni: l'intero segmento viene eliminato nel consolidato e la sua economia si ritrova dentro i due segmenti carboniferi.

Vantaggio competitivo

Vantaggio di costo · Stretto

ARLP possiede buona parte del terreno che scava: nel 2025 circa il 73% del carbone venduto dalle sue miniere veniva da giacimenti affittati dalle sue stesse società di royalty, e a fine anno aveva accesso a circa 586,3 milioni di tonnellate di riserve e 1,07 miliardi di tonnellate di risorse. Le miniere dell'Illinois Basin, a longwall e a camere e pilastri, stanno vicino all'acqua: nel 2025 il 45,8% dei volumi è partito su chiatta, il 34,8% su ferrovia e il 19,4% su gomma, e il nolo pesa molto sul costo finale che paga la utility. Possedere il giacimento e stare sul fiume sono vantaggi di costo veri e duraturi contro produttori più cari. Restano stretti e non ampi perché il 10-K stesso definisce il mercato del carbone altamente competitivo, citando fra i concorrenti American Consolidated Natural Resources, Core Natural Resources, Alpha Metallurgical Resources, Foresight Energy e Peabody, e perché un vantaggio di costo dentro un mercato finale che si restringe difende il margine ma non i volumi.

Cosa muove la domanda

Ciclico

Entrambe le metà dell'attività seguono i cicli delle materie prime. Il 10-K spiega che il prezzo interno del carbone dipende soprattutto dai consumi delle utility elettriche, a loro volta legati alla congiuntura economica, alla regolamentazione, al meteo e alla tecnologia, oltre che alla concorrenza di gas naturale, nucleare e rinnovabili e al costo relativo di questi combustibili una volta consegnati; il prezzo all'export dipende dalla congiuntura mondiale, dal meteo e dall'equilibrio globale fra domanda e offerta. La metà royalty segue i prezzi di petrolio e gas, e la società dichiara di non avere strumenti di copertura. Due elementi attutiscono le oscillazioni senza eliminarle: circa l'86,5% delle vendite di carbone del 2025 era coperto da contratti a lungo termine in scadenza fra il 2026 e il 2030, quindi i volumi si vedono con qualche anno di anticipo, e i segmenti royalty non hanno praticamente costi operativi. Ma il prezzo è la parte più fragile di quei contratti, perché le clausole di riapertura lo rifissano periodicamente, e il 2025 lo ha mostrato: ricavi totali in calo del 10,4% a 2,19 miliardi di dollari soprattutto per prezzi del carbone e ricavi da trasporto più bassi. Chi comincia dovrebbe leggerla come un'attività ciclica con un cuscinetto contrattuale, non come un'attività difensiva.

Rischi principali

  • Le distribuzioni non sono garantite — Il primo fattore di rischio elencato dalla società è che le distribuzioni di cassa ai portatori di quote non sono garantite. Il general partner ha discrezionalità sul livello delle riserve di cassa, il che può ridurre la liquidità distribuibile, e i rimborsi spese dovuti al general partner possono essere consistenti.
  • Dipendenza da pochi clienti — La società dichiara che nel 2025 ha ricavato oltre il 10% dei ricavi totali da ciascuna di Louisville Gas and Electric Company e American Electric Power Company, Inc. Perdere uno di questi clienti senza sostituirlo con un compratore di volumi equivalenti a condizioni simili, oppure subire un taglio dei volumi o un cambio delle condizioni di prezzo, potrebbe avere un effetto negativo rilevante su attività, situazione finanziaria e risultati.
  • I contratti possono essere rinegoziati, sospesi o risolti — I contratti di vendita a lungo termine contengono clausole di riapertura che rifissano il prezzo a intervalli periodici: un adeguamento a un prezzo molto più basso comprimerebbe i margini operativi, e il mancato accordo può portare alla risoluzione anticipata. Diversi contratti permettono inoltre al cliente di sospendere o risolvere al verificarsi di eventi fuori dal suo controllo, e la maggior parte impone che il carbone rientri in intervalli precisi di potere calorifico, zolfo, ceneri e altre caratteristiche, con penali, rifiuto delle spedizioni o risoluzione in caso di mancato rispetto delle specifiche.
  • Oscillazioni dei prezzi di carbone, petrolio e gas, senza copertura — Le variazioni dei prezzi del carbone e degli idrocarburi, anche per effetto di tensioni geopolitiche globali, possono colpire i risultati. Il bilancio elenca fra i fattori il prezzo e la disponibilità dei combustibili alternativi, i consumi energetici mondiali, la capacità di trasporto, la concorrenza di altri fornitori e le normative e imposte nazionali ed estere; un calo forte o prolungato dei prezzi del carbone ridurrebbe i ricavi dove i contratti di fornitura in essere non li proteggono. La società segnala inoltre a parte che l'assenza di strumenti di copertura la lascia esposta ai prezzi delle materie prime.
  • Le regole ambientali possono ridurre la domanda di carbone — La società elenca fra i rischi le estese normative ambientali che possono ridurre la domanda di carbone come fonte energetica, insieme al costo della conformità legislativa e regolamentare e a iniziative normative che potrebbero avere impatti negativi sull'attività. Segnala anche che i cambiamenti nei consumi delle utility possono incidere sulla capacità di vendere carbone e sul prezzo del suo gas naturale.
  • Condizioni di coltivazione impreviste — Condizioni di coltivazione impreviste possono colpire la redditività. L'elenco comprende attività sismica, cedimenti del terreno, colpi di tetto e crolli, infortuni o morti sul lavoro, interruzioni legate al personale, maggiori costi di ripristino ambientale, l'impossibilità di ottenere o rinnovare diritti minerari e permessi, oltre a oscillazioni del costo e della disponibilità dei trasporti; il bilancio afferma che un'interruzione prolungata in una qualsiasi miniera ridurrebbe ricavi e redditività.
  • Permessi e garanzie fideiussorie — L'attività mineraria richiede numerosi permessi e autorizzazioni con regole complesse e mutevoli, dove le autorità hanno ampia discrezionalità su tempi e portata e il pubblico può presentare osservazioni o rivolgersi ai tribunali. I permessi potrebbero non essere rilasciati, mantenuti o rinnovati, o arrivare con condizioni che rendono antieconomica la coltivazione; la società cita in particolare l'attenzione dell'EPA sui permessi di scarico previsti dalla Sezione 404 del Clean Water Act, incluso un uso passato del potere di veto dell'EPA.
  • Diritti limitati dei portatori di quote e conflitti di interesse — I portatori di quote non eleggono il general partner né votano sui suoi amministratori e dirigenti, il controllo del general partner può passare a un terzo senza il loro consenso, e le quote detenute da chi possiede il 20,0% o più di una classe (esclusi il general partner e le sue affiliate) non possono essere votate su alcuna materia. Il contratto di società limita i doveri fiduciari del general partner, gli consente di decidere a sua sola discrezione su molte questioni, e il bilancio elenca una serie di conflitti di interesse che possono portarlo a privilegiare i propri interessi.
  • Le royalty dipendono da operatori che la società non controlla — L'attività di royalty su petrolio e gas dipende da operatori non collegati che esplorano e perforano, il che limita la capacità di ARLP di controllare tempi e quantità della produzione. La società segnala fra i rischi anche i ritardi nei pagamenti delle royalty, i pagamenti facoltativi e la sospensione del diritto a incassarle.
  • Debito e accesso al finanziamento — La società elenca l'indebitamento fra i rischi che potrebbero danneggiarla e afferma che il finanziamento potrebbe non essere disponibile a condizioni favorevoli, o non esserlo affatto. Osserva che la capacità di finanziare gli investimenti, servire il debito e pagare le distribuzioni dipende dai risultati operativi futuri e dal costo e dall'accesso alle fonti di finanziamento, in parte fuori dal suo controllo.

Concentrazione dei clienti

I primi clienti valgono il 30.6% dei ricavi

Nel 2025 due utility hanno superato ciascuna il 10% dei ricavi totali: Louisville Gas and Electric Company e American Electric Power Company, Inc. La tabella dei clienti principali indica 344,9 milioni di dollari da una e 327,8 milioni dall'altra, 672,6 milioni insieme, pari a circa il 30,6% dei 2.194,8 milioni di ricavi consolidati. I rispettivi contratti di fornitura di carbone scadono nel 2030 e nel 2028. Nessun altro singolo cliente ha raggiunto il 10%. I crediti commerciali verso i clienti principali erano 25,3 milioni di dollari al 31 dicembre 2025, contro 50,1 milioni un anno prima, e la società afferma che storicamente le perdite su crediti sono state trascurabili.

Le ragioni di chi compra

Chi compra sostiene che il bilancio e il portafoglio contratti danno alla distribuzione una visibilità insolita per una società carbonifera: al 31 dicembre 2025 i rapporti di leva totale e netta erano 0,66 e 0,56 volte, il 27 gennaio 2026 è stata dichiarata una distribuzione trimestrale di 0,60 dollari per quota (2,40 annualizzati), e il management ha dichiarato che oltre il 93% del punto medio della guidance 2026 sulle tonnellate vendute era già impegnato e prezzato. Indicano il quarto trimestre come prova che il lavoro sui costi sta funzionando: utile netto di 82,7 milioni di dollari e Adjusted EBITDA di 191,1 milioni, in crescita del 406,2% e del 54,1% su base annua, con produzione a 8,2 milioni di tonnellate (+18,7%) e costo per tonnellata dell'Illinois Basin in calo del 14,4% rispetto allo stesso trimestre del 2024. Sostengono inoltre che la gamba royalty sia il motore silenzioso: volumi record di royalty su petrolio e gas sull'anno e sul trimestre, in crescita del 7,2% e del 20,2%, un'acquisizione da 10,0 milioni di dollari di circa 190 net royalty acres nei bacini Midland e Delaware nell'ottobre 2025, e un segmento che genera Adjusted EBITDA senza finanziare un solo pozzo. Infine osservano che possedere circa 586,3 milioni di tonnellate di riserve e 1,07 miliardi di tonnellate di risorse, con circa il 73% della produzione 2025 estratta da terreni affittati dalle società di royalty del gruppo, garantisce alle miniere una prospettiva lunga.

I timori di chi vende

Chi vende teme che i ricavi stiano andando nella direzione sbagliata e che il portafoglio contratti si limiti a rimandare l'arrivo di prezzi più bassi. I ricavi totali sono scesi del 10,4% a 2,19 miliardi di dollari nel 2025 dai 2,45 miliardi precedenti, calo che la società attribuisce soprattutto ai prezzi più bassi del carbone e ai minori ricavi da trasporto, e l'utile netto è sceso a 311,2 milioni da 360,9 milioni; il commento del management sul 2026 indica prezzi per tonnellata ancora in calo su base annua, con il miglioramento dei costi che dovrebbe compensarli e non superarli. Indicano l'Appalachia come la crepa visibile: il 29 gennaio 2026 la società ha annunciato la cessazione della produzione a longwall nel complesso Mettiki, con gli impegni residui da coprire in gran parte con le scorte, stimando una svalutazione fino a circa 43,0 milioni di dollari nel primo trimestre 2026, dopo i 31,1 milioni svalutati su MC Mining nel 2024. Preoccupa la concentrazione dei clienti, con circa il 30,6% dei ricavi 2025 da due utility i cui contratti scadono nel 2028 e nel 2030, e le clausole di riapertura che permettono ai contratti lunghi di essere riprezzati al ribasso. Sul fronte settoriale citano i fattori di rischio elencati dalla società stessa: normative ambientali estese che possono ridurre la domanda di carbone, cambiamenti nei consumi delle utility, concorrenza di gas naturale, nucleare e rinnovabili, e assenza di coperture sui prezzi delle materie prime. Infine osservano la struttura da MLP — i portatori di quote non eleggono il general partner, le distribuzioni non sono esplicitamente garantite, il general partner fissa le riserve di cassa a sua discrezione e il bilancio elenca una lunga serie di conflitti di interesse — e che nel 2025 la società ha registrato una svalutazione di 28,0 milioni di dollari su investimenti e una variazione negativa di 4,4 milioni del fair value delle attività digitali, da iniziative esterne al mestiere principale.

Generato il 23 agosto 2026 con claude-opus-5 — condiviso con tutti gli utenti

Concorrenti diretti

Con chi questa società si contende gli stessi clienti

Generato il 23 agosto 2026 con claude-opus-5 — condiviso con tutti gli utenti

Peabody Energy CorporationBTU

Citata da Alliance nel proprio 10-K, Peabody estrae carbone termico nell'Illinois Basin e nel Powder River Basin e si contende gli stessi contratti di fornitura con le utility americane e gli stessi carichi termici destinati all'export.

Foresight Energy LPNon tracciato

Indicata da Alliance fra i concorrenti principali, Foresight gestisce miniere a longwall a basso costo nell'Illinois Basin e vende carbone termico ad alto tenore di zolfo e alto potere calorifico alle stesse utility del Midwest e agli stessi compratori esteri.

American Consolidated Natural Resources, Inc.Non tracciato

Indicata da Alliance fra i concorrenti principali, la società che ha raccolto le miniere di Murray Energy estrae carbone termico nell'Illinois Basin e nell'Appalachia settentrionale e rifornisce le stesse centrali a carbone.

Core Natural Resources, Inc.CNR

Indicata da Alliance fra i concorrenti principali, la società nata dalla fusione CONSOL–Arch vende carbone termico appalachiano ad alto potere calorifico alle utility americane e sul mercato via mare dove Alliance spedisce a sua volta.

Hallador Energy CompanyHNRG

Con le miniere Sunrise Coal in Indiana, Hallador si contende gli stessi contratti di fornitura di carbone termico dell'Illinois Basin, e il suo stesso 10-K elenca Alliance fra i grandi produttori con cui compete.

Alpha Metallurgical Resources, Inc.AMR

Indicata da Alliance fra i concorrenti principali, Alpha estrae carbone in Appalachia e si confronta con le tonnellate appalachiane di Alliance sul mercato dell'export, in particolare sul carbone alto volatile venduto ai compratori esteri.

Stato Patrimoniale e Liquidità

Ricavi

$2.17B

Ultimi 12 mesi (al 30/06/2026)

Utile Netto

$266M

Ultimi 12 mesi (al 30/06/2026)

Free Cash Flow

$388M

Patrimonio Netto Totale

$1.85B

Passività Totali

$994M

Rapporto di Liquidità

1.75

Copertura Interessi

6.90

Debito/EBITDA

0.86

Utile per Azione

Ricavi e Utile Netto

Free Cash Flow

Scomposizione Ricavi

Prospetto storico

Margini nel tempo

Il debito nel tempo

Quanto pesa il debito

Griglia della crescita

Crescita — Ricavi

Stima del Fair Value

Sottovalutato

Fair Value

$42.83

Prezzo Attuale

$26.25

Margine di Sicurezza

+38.7%

Range Fair Value

$27.84 - $57.82

Metodi di Stima

Analyst Target:$31.17
DCF:$121.90
PE-based:$20.44
Graham Growth:$33.37
EPV:$24.32
Consenso Analisti:Strong Buy (8B / 1H / 0S)
Ultima Sorpresa Utili:-5.46%

Metriche di Valutazione

Rapporto P/E

12.70

ROE

14.8%

Rapporto P/B

-

P/FCF

9.50

Margine Lordo

-

ROIC

9.5%

Radar Redditività

Creazione di Valore (Vantaggio Competitivo)

ROIC

9.5%

WACC

7.6%

ROIC − WACC

+1.9 pp

Il ROIC supera il costo del capitale: l'azienda sta creando valore per gli azionisti.

Criteri di Analisi Fondamentale

Superati (15)

  • ROIC 9.5%
  • P/FCF 9.50
  • Operating Margin 14.7%
  • Positive Free Cash Flow
  • Current Ratio
  • Interest Coverage
  • Debt/EBITDA
  • Return on Tangible Assets
  • Low reliance on intangibles
  • DCF valuation (Undervalued)
  • ROE 14.8%
  • Revenue Growth 5Y 10.6%
  • Analyst Consensus 89% Buy
  • Earnings Quality (OCF/NI) 2.30
  • Net Margin Trend 12.3% vs 10.3%

Non superati (4)

  • Price CAGR 1.60%
  • CapEx intensity
  • Earnings Surprise avg 2.3%
  • Piotroski F-Score 4/9

Non disponibili (8)

  • EPS data insufficient
  • Gross Margin NaN%
  • P/B Ratio NaN
  • Dividend Payout NaN%
  • Debt/Equity ratio
  • Price below Graham Number
  • PEG Ratio (need PE > 0 and growth > 0)
  • Share Dilution (missing shares data)

Piotroski F-Score

4/9

Segnali misti: alcune aree necessitano attenzione

score
criteria

Qualità degli Utili

2.30

Alta qualità: utili supportati da cash

Diluizione Azionaria

-

Riacquisto azioni. Favorevole agli azionisti

Governance

Team Dirigenziale

NomeRuoloEtà
Mr. Cary P. MarshallSenior VP & CFO of Alliance Resource Management GP, LLC60
Mr. Thomas M. WynneSenior VP & COO of Alliance Resource Management GP, LLC68
Mr. Kirk D. TholenSenior VP of Alliance Resource Management GP, LLC & President of Alliance Minerals, LLC52
Mr. Joseph W. Craft III, J.D.Chairman, President & CEO of Alliance Resource Management GP, LLC74
Ms. Megan J. CordleVP, Controller & Chief Accounting Officer of Alliance Resource Management GP, LLC52
Mr. Mark Allen WatsonSVP of Operations & Technology and CEO of Matrix Design Group, LLC48
Mr. R. Eberley Davis J.D.Senior VP, General Counsel & Secretary of Alliance Resource Management GP, LLC67
Mr. Timothy J. WhelanSenior Vice President of Sales & Marketing - Alliance Coal, LLC62
Mr. Jesse M. ParrishSenior VP & Chief Commercial Officer of Alliance Coal39

Parte 2 · Il prezzo e il momento d'ingresso

Questa parte non serve a capire se l'azienda vale: serve a scegliere quando comprarla, dopo che i fondamentali ti hanno convinto. Dentro: analisi tecnica, potenziale, drawdown storici, esposizione gamma.

Ultime Notizie

Ultime notizie per ARLP, da Markets Gazette.

Nessuna notizia recente per ARLP.