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Interparfums, Inc. (IPAR)

POSITIVE
Consumer DefensiveHousehold & Personal ProductsUnited States

Fondamentale

83

Prezzo

$115.89

Capitalizzazione

$3.73B

Parte 1 · Quanto vale l'azienda

Panoramica

Interparfums, Inc. è una società di New York, fondata nel 1982, che crea, promuove e distribuisce profumi di fascia prestige e prodotti collegati. Quasi nessun marchio è suo: firma licenze pluriennali con case di moda e del lusso — Jimmy Choo, Coach, Montblanc, GUESS, Donna Karan/DKNY, Lacoste, Van Cleef & Arpels, Ferragamo, Abercrombie & Fitch e altre — e trasforma quei nomi in profumi, venduti in oltre 120 paesi. Possiede però in proprio alcuni marchi (Rochas, Lanvin, Off-White, Goutal e la linea Solférino). Non ha stabilimenti: fa da capocommessa, compra essenze, flaconi e packaging dai fornitori e affida il riempimento a terzisti, che poi consegnano ai suoi centri di distribuzione. Opera su due gambe — la controllata parigina Interparfums SA, posseduta al 72% e a sua volta quotata su Euronext, e le controllate statunitensi interamente possedute — sotto la guida dei fondatori Jean Madar e Philippe Benacin. Nell'esercizio 2025 i ricavi netti sono stati 1,49 miliardi di dollari.

Come guadagna

I ricavi vengono dalla vendita all'ingrosso di profumi finiti a grandi magazzini, profumerie, negozi specializzati e a grossisti e distributori, negli Stati Uniti e all'estero, canale duty-free e travel retail compresi. Il ricavo si registra in un solo momento, alla spedizione. Non c'è abbonamento né contratto ricorrente: ogni nuova famiglia olfattiva (un "blockbuster" ogni pochi anni per marchio, più "flanker" ed edizioni limitate più frequenti) va rivenduta da capo. Il costo del modello sta dall'altra parte: Interparfums paga ai proprietari dei marchi royalty sulle vendite — 121,7 milioni di dollari nel 2025, l'8,2% dei ricavi netti — e le licenze la obbligano a minimi di spesa pubblicitaria molto alti, 294,7 milioni di pubblicità e promozione nel 2025. Non avendo fabbriche, l'attività assorbe poco capitale: la redditività dipende dal margine fra prezzo e la somma di componenti, royalty e marketing.

Ricavi per segmento

Attività con base europea68%

Profumi prodotti e distribuiti soprattutto dalla Francia attraverso Interparfums SA, controllata al 72% e quotata su Euronext, con marchi come Jimmy Choo, Coach, Montblanc, Lacoste, Van Cleef & Arpels, Boucheron, Kate Spade, Moncler, Karl Lagerfeld, Longchamp, Lanvin, Off-White e Solférino, venduti in oltre 120 paesi. Comprende anche il braccio distributivo statunitense Interparfums Luxury Brands, Inc.

Attività con base statunitense32%

Profumi realizzati e commercializzati dalle controllate statunitensi interamente possedute, con marchi di proprietà o in licenza — Abercrombie & Fitch, Anna Sui, Donna Karan/DKNY, Emanuel Ungaro, Ferragamo, Graff, GUESS, Hollister, MCM, Oscar de la Renta e Roberto Cavalli — venduti a distributori e catene negli Stati Uniti ed esportati all'estero. Include Interparfums Italia Srl, in Italia.

Vantaggio competitivo

Brevetti e licenze · Stretto

Interparfums vende desiderio attaccato a un nome, e i nomi in gran parte sono affittati, non posseduti: a parte Off-White, Lanvin, Goutal, Rochas e la linea di proprietà Solférino, ogni diritto sui profumi nasce da una licenza concessa da terzi non collegati. Sono licenze lunghe — Coach fino al 2031, Donna Karan/DKNY al 2032, David Beckham al 2047 — e una maison che ha visto un partner costruire una franchigia globale ha ragioni concrete per rinnovare: qui sta il vantaggio, in quarant'anni di rapporti, in una rete distributiva in oltre 120 paesi e nel mestiere di trasformare un nome in una fragranza che vende. Ma è un vantaggio in affitto, e può essere ripreso. Il bilancio dice apertamente che ogni licenza ha una scadenza e che perderne una o più potrebbe danneggiare la società in modo rilevante; l'uscita della licenza Dunhill ha pesato sulle vendite americane nel 2025. Per questo il fossato è stretto, non ampio.

Cosa muove la domanda

Moderatamente ciclico

Il profumo prestige sta a metà strada: è un acquisto voluttuario, ma di importo contenuto — una boccetta è il modo più economico per comprare un pezzo di un nome del lusso, ed è per questo che la categoria regge meglio di borse e orologi quando i budget si stringono. Il bilancio lo dice con chiarezza: la spesa in prodotti di bellezza dipende dalle condizioni economiche generali e dal reddito discrezionale disponibile, e nelle fasi negative può portare a periodi prolungati di calo delle vendite e a meno affluenza nei negozi dei clienti. La domanda dipende però anche da fattori poco legati al ciclo: il calendario dei lanci (una nuova famiglia blockbuster ogni pochi anni per marchio, flanker nel mezzo), la temperatura del marchio di moda sottostante, i volumi del travel retail e del duty-free, la salute dei grandi magazzini. Le spedizioni sono stagionali, concentrate nel secondo semestre, quindi i trimestri non si leggono uno accanto all'altro.

Rischi principali

  • Dipendenza dal rinnovo delle licenze — La società dichiara che tutti i suoi diritti sui profumi prestige, tranne Off-White, Lanvin, Goutal e Rochas, derivano da licenze o accordi con terzi non collegati. Ognuna ha una scadenza, a volte con proroghe opzionali, e l'attività dipende dal rinnovarle a condizioni favorevoli. La perdita di una o più licenze potrebbe avere un effetto negativo rilevante.
  • Il successo dipende dai gusti del pubblico — I ricavi dipendono in modo sostanziale dal successo dei singoli prodotti, che a sua volta dipende da gusti del pubblico marcati e in rapido mutamento: fattori che la società definisce difficili da prevedere e sui quali ha poco o nessun controllo. Deve inoltre costruire per ogni lancio programmi di marketing e promozione efficaci.
  • Concorrenza estrema nel settore dei profumi — Il mercato è descritto come altamente competitivo e sensibile al mutare delle preferenze, con concorrenza su prezzo, marketing, pubblicità, promozione, espansione dell'e-commerce, tecnologie come l'intelligenza artificiale e soprattutto sulla riconoscibilità del marchio presso il consumatore. La società osserva che molti concorrenti sono più grandi e dispongono di risorse maggiori.
  • Spesa voluttuaria e rallentamento economico — La società ritiene che la spesa dei consumatori in prodotti di bellezza sia influenzata dalle condizioni economiche generali e dalla disponibilità di reddito discrezionale, e che nelle fasi di recessione possa attraversare periodi prolungati di calo delle vendite, anche per la minore affluenza nei negozi dei suoi clienti al dettaglio.
  • Dipendenza da produttori e distributori terzi — La società non possiede stabilimenti e si affida a terzisti per il riempimento e a fornitori di componenti; una consegna tardiva o non conforme potrebbe danneggiarla in modo rilevante. Vende inoltre una quota consistente dei propri profumi tramite distributori indipendenti specializzati nel lusso, sui quali ha poco o nessun controllo.
  • Cambi e commercio internazionale — Una parte sostanziale di ricavi e utile netto è generata fuori dagli Stati Uniti e oltre il 50% delle vendite delle attività europee è fatturato in dollari, esponendo i risultati alle oscillazioni dei cambi nonostante un programma di copertura. La società segnala anche dazi e restrizioni commerciali, citando un dazio globale del 15% introdotto dopo che una decisione della Corte Suprema ha invalidato i dazi annunciati in precedenza: può alzare il costo del venduto negli Stati Uniti o comprimere i margini.
  • Dipendenza dai due fondatori — Jean Madar, presidente e amministratore delegato, e Philippe Benacin, presidente e amministratore delegato di Interparfums SA, sono responsabili sia della gestione quotidiana sia delle decisioni principali. La fine del loro rapporto con la società, per decesso, incapacità o altro, potrebbe avere un effetto negativo rilevante sull'operatività, e la società non può garantire di trovare sostituti all'altezza.
  • Debolezza rilevante nel controllo interno sull'informativa finanziaria — Le debolezze rilevanti individuate per l'esercizio 2024 riguardavano la valutazione dei rischi, il monitoraggio dei controlli, la documentazione della loro efficacia e i controlli generali informatici. Il management ha concluso che quelle sull'ambiente di controllo e sull'IT erano sanate al 31 dicembre 2025, ma a quella data restava una debolezza rilevante nella progettazione e attuazione del processo di valutazione dei rischi, e la società non può garantirne il superamento.
  • Contraffazione e vendite parallele — Terzi possono distribuire e vendere illegalmente versioni contraffatte dei prodotti, di qualità inferiore o potenzialmente non sicure, e dirottare prodotti autentici su canali non autorizzati, con effetti negativi sui ricavi e sulla reputazione dei marchi.
  • Svalutazione di marchi e licenze — Le attività immateriali, marchi e licenze compresi, sono sottoposte a test di impairment ogni anno nel quarto trimestre, o prima se eventi indicano che il valore contabile potrebbe non essere recuperabile; una svalutazione comporterebbe un onere non monetario significativo a conto economico. Sul marchio Rochas Fashion sono state registrate svalutazioni per 9,2 milioni di dollari nel 2021 e 2022.

Concentrazione dei clienti

I primi clienti valgono il 10% dei ricavi

Macy's, indicata come il principale cliente al dettaglio, ha rappresentato circa il 10% dei ricavi netti nel 2025, in calo dal 12% del 2024; nel 2023 nessun cliente singolo raggiungeva il 10%. Non risulta che altri clienti superino quella soglia: il resto della base è distribuito fra grandi magazzini, profumerie, negozi specializzati, grossisti e distributori in tutto il mondo, e la società afferma di non ritenersi esposta in misura significativa a una concentrazione indebita del rischio di credito. Sul piano geografico, gli Stati Uniti valevano circa 532,4 milioni di dollari di ricavi netti nel 2025 e la Francia circa 72,9 milioni, nessun altro paese sopra il 10%. La concentrazione si vede più sui marchi che sui clienti: i sette marchi maggiori erano il 77% delle vendite 2025, con Jimmy Choo al 17%, Coach al 15% e Montblanc al 15%.

Le ragioni di chi compra

Chi compra sostiene che sia un modo leggero di possedere un pezzo di lusso: nessuna fabbrica, poco capitale immobilizzato e un portafoglio di nomi prestige — Jimmy Choo, Coach, Montblanc, Van Cleef & Arpels, Lacoste — che la società ha imparato in decenni a trasformare in profumi venduti in oltre 120 paesi. Cita licenze lunghe (Coach fino al 2031, Donna Karan/DKNY al 2032, David Beckham al 2047), lette come la scelta delle maison di restare invece di costruirsi una divisione profumi interna. Osserva che l'azienda continua ad aggiungere marchi e sempre più spesso a comprarli: la proprietà intellettuale di Goutal è stata acquisita a marzo 2025, con uso commerciale dal gennaio 2026, e sono nate linee di proprietà come Solférino, che spostano il mix lontano dai nomi in affitto. Vede nell'ala europea — il 68% delle vendite 2025, in crescita del 7% nell'anno — il motore, mentre la parte americana sarebbe frenata soprattutto dall'uscita della licenza Dunhill più che da domanda debole. Una gestione ancora nelle mani dei fondatori dopo quarant'anni, ricavi netti record a 1,49 miliardi di dollari nel 2025 e un risultato operativo di 270,3 milioni vengono letti come prova che il modello si accumula nel tempo.

I timori di chi vende

Chi vende teme che la società non possieda ciò che vende. Quasi tutti i marchi sono in licenza da terzi, ogni licenza ha una scadenza e il bilancio stesso avverte che perderne una o più potrebbe danneggiare l'attività in modo rilevante: l'uscita della licenza Dunhill ha già pesato sulle vendite americane nel 2025. Segnala il prezzo di tenere quei nomi: 121,7 milioni di royalty nel 2025, l'8,2% dei ricavi netti e in aumento col mutare del mix, più 294,7 milioni di pubblicità e promozione in larga parte vincolati dai minimi contrattuali, per cui a un lancio debole non si può rispondere semplicemente spendendo meno. Preoccupa la concentrazione che si nasconde sotto la diversificazione — sette marchi erano il 77% delle vendite 2025, e Jimmy Choo, Coach e Montblanc da soli il 47% — e l'ipotesi che alla scadenza un partner della moda decida di portarsi i profumi in casa o di darli a chi offre di più. Si guarda a una crescita delle vendite di circa il 2% nel 2025 a fronte del 68% di ricavi realizzati in Europa con oltre metà delle vendite europee fatturate in dollari, il che espone i conti al cambio e al regime dei dazi che la società stessa segnala. Si nota infine che al 31 dicembre 2025 restava non sanata una debolezza rilevante nella progettazione del processo di valutazione dei rischi, e che la gestione quotidiana è nelle mani di due fondatori la cui uscita, dice la società, potrebbe danneggiare l'operatività in modo rilevante.

Generato il 23 agosto 2026 con claude-opus-5 — condiviso con tutti gli utenti

Concorrenti diretti

Con chi questa società si contende gli stessi clienti

Generato il 23 agosto 2026 con claude-opus-5 — condiviso con tutti gli utenti

Coty Inc.COTY

Coty vive dello stesso mestiere: profumi di prestigio realizzati su licenza per case di moda e del lusso come Gucci, Burberry, Hugo Boss e Calvin Klein, e le due si contendono le stesse licenze, come accaduto con i marchi David Beckham e Nautica passati da Coty a Inter Parfums.

Puig Brands, S.A.PUIG

Puig vende profumi firmati (Rabanne, Jean Paul Gaultier, Carolina Herrera, Penhaligon's) sugli stessi scaffali di profumerie e grandi magazzini, contendendosi lo stesso cliente del profumo di prestigio che compra Jimmy Choo, Coach o Montblanc.

L'Oréal S.A.OR

La divisione Luxe di L'Oréal costruisce il proprio giro d'affari nei profumi su nomi della moda presi in licenza (Yves Saint Laurent, Armani, Prada, Ralph Lauren) ed è, insieme a Coty, uno dei pochi gruppi che si giocano ancora le licenze da cui dipende Inter Parfums.

The Estée Lauder Companies Inc.EL

Il portafoglio profumi di Estée Lauder (Tom Ford, Jo Malone London, Le Labo, Kilian) si contende lo stesso cliente del profumo di prestigio e lo stesso spazio, limitato, negli scaffali di Sephora, Ulta e del travel retail.

Shiseido Company, Limited4911

Il ramo profumi di Shiseido vive dello stesso tipo di licenze di stilisti — Issey Miyake, Narciso Rodriguez, Zadig & Voltaire, Tory Burch — e le vende negli stessi canali europei e di travel retail da cui Inter Parfums ricava la maggior parte del fatturato.

Stato Patrimoniale e Liquidità

Ricavi

$1.50B

Ultimi 12 mesi (al 30/06/2026)

Utile Netto

$168M

Ultimi 12 mesi (al 30/06/2026)

Free Cash Flow

$190M

Patrimonio Netto Totale

$881M

Passività Totali

$481M

Rapporto di Liquidità

3.31

Copertura Interessi

38.07

Debito/EBITDA

0.55

Utile per Azione

Ricavi e Utile Netto

Free Cash Flow

Scomposizione Ricavi

Prospetto storico

Margini nel tempo

Il debito nel tempo

Quanto pesa il debito

Griglia della crescita

Crescita — Ricavi

Stima del Fair Value

Caso generaleSottovalutato

Fair Value

$159.50

Prezzo Attuale

$115.89

Margine di Sicurezza

+27.3%

Range Fair Value

$103.67 - $215.32

Metodi di Stima

Target degli analisti:$126.67
Flussi di cassa scontati (DCF):$235.08
Multiplo sugli utili (P/E):$124.65
Formula di Graham:$269.76
Valore della capacità di reddito (EPV):$58.33
P/B giustificato:$59.77
Sconto dei dividendi (Gordon):$47.83
P/FFO, i fondi da operazioni:Dati insufficienti per calcolarlo
Utili di mezzo ciclo:$118.23
Multiplo sui ricavi:Dati insufficienti per calcolarlo
Consenso Analisti:Strong Buy (11B / 2H / 0S)
Ultima Sorpresa Utili:-3.32%

Metriche di Valutazione

Rapporto P/E

22.33

ROE

19.1%

Rapporto P/B

4.30

P/FCF

15.21

Margine Lordo

63.8%

ROIC

17.0%

Radar Redditività

Creazione di Valore (Vantaggio Competitivo)

ROIC

17.0%

WACC

10.7%

ROIC − WACC

+6.4 pp

Il ROIC supera il costo del capitale: l'azienda sta creando valore per gli azionisti.

Criteri di Analisi Fondamentale

Superati (23)

  • EPS shows upward trend
  • EPS CAGR 13.01%
  • Price CAGR 13.44%
  • ROIC 17.0%
  • Gross Margin 63.8%
  • P/FCF 15.21
  • Debt/Equity ratio
  • Operating Margin 17.3%
  • Positive Free Cash Flow
  • CapEx intensity
  • Current Ratio
  • Interest Coverage
  • Debt/EBITDA
  • Return on Tangible Assets
  • ROE 19.1%
  • Revenue Growth 5Y 22.5%
  • Analyst Consensus 85% Buy
  • Earnings Surprise avg 6.0%
  • PEG Ratio 0.66
  • Earnings Quality (OCF/NI) 1.53
  • Share Dilution 0.1%
  • Net Margin Trend 11.2% vs 11.0%
  • Piotroski F-Score 6/9

Non superati (4)

  • P/B Ratio 4.30
  • Low reliance on intangibles
  • Price below Graham Number
  • DCF valuation (Overvalued)

Non disponibili (1)

  • Dividend Payout NaN%

Piotroski F-Score

6/9

Segnali misti: alcune aree necessitano attenzione

score
criteria

Qualità degli Utili

1.53

Alta qualità: utili supportati da cash

Diluizione Azionaria

0.1%

Numero di azioni stabile

Governance

Team Dirigenziale

NomeRuoloEtà
Mr. Jean MadarCo-Founder, Chairman & CEO64
Mr. Philippe BenacinCo-Founder, Vice Chairman & President66
Mr. Michel AtwoodCFO & Director54
Mr. Herve BouillonnecChief Commercial Officer & Director54
Mr. Frederic Garcia-PelayoExecutive VP & COO of Interparfums SA65
Ms. Michelle HabertController-
Amanda SeelingerSecretary-

Rischio Audit

10

Rischio CdA

10

Rischio Compensi

9

Rischio Diritti Azionisti

4

Parte 2 · Il prezzo e il momento d'ingresso

Questa parte non serve a capire se l'azienda vale: serve a scegliere quando comprarla, dopo che i fondamentali ti hanno convinto. Dentro: analisi tecnica, potenziale, drawdown storici, esposizione gamma.

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  • 2/25/2026NEUTRAL
    Inter Parfums (IPAR) Q4 2025 Earnings Transcript

    Inter Parfums (IPAR) investors are awaiting the release of the Q4 2025 earnings transcript, scheduled for February 25, 2026. Currently, specific details regarding the financial results are not available. Market attention is focused on how the company, known for manufacturing and distributing luxury fragrances, performed in the final quarter of the fiscal year. The transcript will provide clarity on revenues, margins, and future outlook, which are crucial elements for evaluating the stock's trajectory. Without concrete data, sentiment remains in limbo, with analysts monitoring for any indications of growth or operational challenges.

via Markets Gazette